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Muore Angelo Lallo, storico appassionato

“Nella Storia è possibili cercare soluzioni per risolvere qualsiasi teorema” scriveva Angelo Lallo ne “Il tunnel di Sarajevo”. E metteva in guardia sulla pericolosità di una visione faziosa, pregiudiziale della Storia volta ad avvalorare le proprie teorie. Lui guardava ai fatti da diversi punti di vista, cercando sempre la verità e l’uomo, dietro all’accadimento, interessandosi di più alla condizione del singolo nell’insieme, piuttosto che a quella della massa. Storico appassionato, ha seguito in modo particolare i fatti dell’ex-Jugoslavia, e si è interessato alla situazione complessa dei malati psichiatrici durante il nazismo e negli ultimi decenni.

Questa la sua bibliografia, testimone di una vita di impegno civile: La guerra nei Balcani. La doppia guerra: pulizia etnica e bombe (a cura di), Nuova Dimensione, 2000; Psichiatria e nazismo, Nuova Dimensione, 2001 (con Lorenzo Toresini); Il tunnel di Sarajevo. Il conflitto in Bosnia-Erzegovina: una guerra psichiatrica?, Nuova Dimensione, 2004 (con Lorenzo Toresini); Il sentiero dei tulipani. Psiconazionalismo in Bosnia Erzegovina, Infinito edizioni, 2011.

Un infarto lo ha stroncato a 64 anni, quando, da poco in pensione dopo una vita di insegnamento, voleva dedicarsi alla scrittura e alla ricerca a tempo pieno.

Che ti sia lieve la terra, Angelo.