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Appunti delle vicende di un capitano dei carabinieri

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APPUNTI DELLE VICENDE DI UN CAPITANO DEI CARABINIERI.
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Oggi inizia il Maxi Processo a Cosa Nostra. Farkas si è alzato presto, Annabella non si è accorta, dorme arrotolata nelle coperte, con le mani sulla pancia. Oggi ha messo la sua cravatta preferita, quella di lana blu. È una prima, come a teatro. L’aula bunker è il teatro: come a Segesta, come a Taormina, un semicerchio con i protagonisti al contrario, dentro le gabbie e non sul palco. Farkas è all’angolo di via Francesco Crispi, guarda da lontano, nell’alba vento e freddo, la grande struttura attaccata all’Ucciardone illuminata a giorno dai fari. Ogni giorno è stato al cantiere, così, come certi anziani pensionati appassionati di lavori pubblici. Ora si comincia. A pochi metri da lui, sulle strisce pedonali, una Ford Fiesta parcheggia. Scende un uomo con un folto pizzetto, lo saluta mentre dal bagagliaio si accolla una borsa pesante. Franco Lannino, il fotografo lo raggiunge abbuccato di mezzo lato per il carico dell’attrezzatura. Lui e Lannino stanno per diventare papà per la prima volta, si fanno simpatia a vicenda, anche se Farkas non è così espansivo come il reporter, lui pare sempre di passaggio, chiuso nel suo loden blu. Aspettano. Vogliono entrare nel teatro bunker solo quando le gabbie saranno piene. Vogliono andare sotto le gabbie, guardare da vicino le bestie, sentire il loro odore di carcere e acqua di colonia costosa. Dentro, finalmente è tutto pronto. Passati i controlli, si entra in aula, immensa, illuminata come un’astronave dei film, piena di avvocati, giornalisti. Ci sono tutti, Falcone, Borsellino, Guarnotta, c’è Grasso “a latere”, Ayala. Tutti, anche Contea. C’è odore di colla e plastica del linoleum, odore di pareti imbiancate. Lannino tira fuori dalla borsa la Zenza Bronica, le Pentax sono già cariche al collo. La Zenza Bronica è una grossa macchina fotografica spigolosa, pesante come un’Alfetta blindata. Il fotografo si avvicina alla gabbia di Luciano Liggio, Lucianeddu, e scatta la prima foto del primo Maxi Processo ai boss. Liggio è lì, dietro le sbarre, che ha appena finito di fumare il suo cubano, col suo maglione di cachemire, un monumento del male. In gabbia. Lannino guarda Farkas e si accorge che il capitano dei Carabinieri sta sorridendo, mani in tasca e sigaretta in un angolo della bocca stirata. Sorride Farkas.

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