Collana: Studi Territoriali
Accade di rado che gli umili parlino delle pagine della storia e, quando ciò accade, vi parlano spesso tragiamente. e' quanto testimonia questo libro dove si ricostruisce la vicenda di una famiglia contadina del Veneto Orientale, la famiglia De Bortoli, di origine portogruarese. quasi interamente distrutta dalla violenza nazifascista durante il secondo conflitto mondiale a Torlano, in Friuli, dove si era trasferita nel 1940 per lavoro. Qui il 25 agosto del 1944, nove dei suoi tredici componenti, il nonno, i suoi due figli, la nuora e cinque bambini in tenerissima età, dagli undici ai due anni, furono uccisi e i poveri corpi arsi nel rogo che bruciò quasi interamente anche la frazione. Nell'eccisio di Torlano perirono in tutto 33 membri della piccola comunità contadina ed il fatto fu letto da subito come una delle stragi più efferate del secondo conflitto mondiale. L'eccidio è stato riscostruito più volte nelle sue linee essenziali: questo libro fornisce, in più, la contestualizzazione della vicenda nell'ambito della storia partigiana del periodo e colloca l'odissea dei de Bortoli in quella più ampia del mondo contadino del Portogruarese tra le due guerre, quando le campagne del Veneto Orientale pagarono alfascismo e al nazismo un forte tributo di sofferenza.
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