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Mestre infedele

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Risultato di due giornate di studio promosse dall'associazione storiAmestre nell'imminenza del referendum del 1989 sulla divisione del comune di Venezia, questo libro, oltre a raccontare per la prima volta diffusamente le vicende dei confini comunali in terraferma a partire dai primi dell'Ottocento e il modo in cui si giunse all'annessione a Venezia di Chirignago, Favaro, Mestre e Zelarino nel 1926, delinea la storia delle richieste di autonomia amministrativa, le quali a Mestre (ma talvolta anche negli altri ex comuni) risalgono già all'immediato secondo dopoguerra. Più precisamente questo libro si propone di definire continuità e discontinuità di linguaggi, gruppi sociali e riferimenti politici che attorno alla richiesta di autonomia comunale di Mestre si sono via via coagulati nei tre momenti più significativi di dibattito - negli anni successivi alla Liberazione (con uno sgardo retrospettivo ai primi del Novecento e alle vicende dell'annessione del 1926), nel referendum del 1979, e infine nel referendum del 1989 e più in generale nel corso degli anni Ottanta. Strettamente collegate a queste tematiche sono le modalità in cui si è andato costruendo (e potrebbe essere costruito nel futuro) il rapporto nel nostro territorio tra centri e periferie: non solo quindi tra Mestre e Venezia, ma tra la molteplicità di centri e periferie che hanno segnato e continuano a segnare la storia e la fisionomia della terraferma. Nell'affrontare le questioni del decentramento amministrativo e della partecipazione alle scelte che ci riguardano da vicino, e nell'entrare perciò nel merito della proposta di divisione amministrativa del comune di Venezia e del futuro assetto del comune metropolitano, questo libro si interroga inoltre non solo sulla quota di poteri da attribuire alle istituzioni di un ordinamento decentrato, ma sui soggetti di questi poteri e sui modi con cui tali poteri vanno o dovrebbero essere garantiti ed esercitati. Mestre infedele, che raccoglie la recente riflessione dell'associazione storiAmestre, costituisce la testimonianza di un momento di discussione sul futuro della città  documenta un incontro tra ricerca storica e impegno civile in ambito cittadino.

 

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